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>politica: tutto ciò che è dibattito<
 




mercoledì, 28 ottobre 2009

Il mito del posto fisso?
Il mito del posto fisso è una delle ragioni dello sfascio italico; il posto fisso, visto come diritto acquisito, spesso figlio di necessità politiche come quasi tutte i sovradimensionamenti degli enti o imprese statali e parastatali. il posto fisso, anche nelle imprese private, è figlio di queste logiche a cui quasi tutti gli imprenditori si sono adattati per la pace sociale (sindacati) e per non perdere commesse statali o parastatali. il meccanismo del posto fisso ha portato ad un incancrenirsi del sistema dove la parola mobilità era vista come il demonio e dove l'idea (del lavoratore ma anche e soprattutto del sindacalista e del politico) era che se stavi all'ufficio X mai e poi mai saresti passato all'ufficio Y o addirittura sia ad X sia ad Y. ora cosa è successo? che il sistema ha creato un'autodifesa aberrante che è il precariato; dove ora è il contrario esatto di prima. risultato?

Due eccessi che non hanno portato a crescita sociale ed economica.
 Il grande fatto che ancora sindacati, aziende (pubbliche e private), lavoratori e società non vogliono capire è la possibilità di entrare nel mondo del lavoro a 25 anni facendo il fattorino ed uscirne a 70 facendo il dirigente dopo essere passato attraverso altre cento mansioni. quello che manca in Italia è il meccanismo virtuoso del "cambio di lavoro", ossia il fatto che possa esistere un mercato del lavoro aperto che potesse inserire e reinserire la forza lavoro senza quasi soluzione di continuità; quello che manca è un sistema di ammortizzatori sociali che intervengano in quello che potrebbero essere periodi di disoccupazione, che, se il sistema fosse virtuoso, sarebbero minimi. in questo modo si renderebbe il lavoro mobile e non precario come è oggi. mancano ancora incentivi veri per le aziende che dovrebbero essere involgiate alla formazione ed innovazione continua; si preferisce invece il sistema arcaico e fine a se stesso, diciamo asfittico, della cassa integrazione che oramai non è pi strumento straordinario ma ordinario. il sistema deve essere riformato all'origine e prima ancora nelle normative nelle mentalità. qualcuno parlava di sistemi capitalisti evoluti: il sistema capitalista è involuzione perché mira all'accumulo del capitale ed al mantenimento delle posizioni acquisite; la crisi del capitalismo è questa la sua incapacità di evolvere perché non è un sistema che ha l'evoluzione nel suo DNA; stesso dicasi per i sistemi socialisti (o sedicenti tali) dove l'autarchia su cui si basa se da un lato potrebbe (e sottolineo potrebbe) dare pace sociale (so quel che sono e anche se non sono miliardario mi faccio bastare questo) dall'altro è un sistema asfittico e non evolutivo.
serve un cambio di mentalità; serve una discussione europea, se non mondiale perché sarebbe impensabile oramai farlo a livello locale per cercare di concepire una nuova società e nuovi meccanismi che regolino il mercato del lavoro. la sfida dei prossimi anni è ancora con Cina ed India due sub-continenti che saranno forti per molti decenni ancora della loro immensa forza-lavoro a basso costo. L'Europa non può competere su questo ma può farlo sull'innovazione tecnologica e sociale: è inutile cercare di produrre jeans che costano 100 per venderli a 105 quando i cinesi lo fanno a 5 per venderli a 90. meglio inventare un nuovo tessuto che mi costa 100 lo vendo a 200 e prima che i cinesi lo copino avrò un margine di anni in cui produco ricchezza e lavoro a casa mia. questa mentalità manca sia nell'imprenditoria (vedi discorso sull'asfitticità del capitalismo) sia nel sindacato/politica, sia tra i lavoratori.
quindi discutere di postofisso è qualcosa di inutile ed accademico che serve solo a chi vuole distrarre e spostere il problema. siamo capaci di sostenere, qualora ce ne fossero, politici volenterosi di un cambio di direzione vero? siamo capaci a chiedere che il lavoro diventi mobile e non precario? siamo disposti a pensare di lavorare 2 anni "qua" e due anni "la" e poi altri due da un'altra parte ancora senza la pretesa/mitologia di lavorare per sempre in un posto, con la consapevolezza che vi sia un sistema che mi tenga sempre in pista?

dialettizzato da: poliblog | 11:19 | commenti graditi

martedì, 13 ottobre 2009

Bombaroli

il bombarolo libico solitario fa esplodere il suo petardo a base di pesticida agricolo con un bel tempismo....a orologeria direi.

Se non fossimo in Italia direi che c'è puzza e non è quella del dopo esplosione.
Chissà la faccia dell'Onorevole Presidente del Consiglio quando ha saputo che un libico ha fatto il botto a Milano: un'altra amicizia, quella con Gheddafi, che porta solo disillusioni.

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Obama for Peace

Dare Il Nobel per la pace ad Obama è come dare il Nobel per la letteratura a Biscardi

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sabato, 10 ottobre 2009

In questi giorni si fa un gran parlare circa l'opportunità o meno che il Presidente del Consiglio rassegni le propire dimissioni in seguito alle conseguenze della bocciatura del "lodo Alfano" da parte della Corte Costituzionale.
Il tentativo da parte del Presidente del Consiglio del PDL e della Lega Nord di connotare la decisione della Corte Costituzionale come un attacco alla volontà popolare mi sembra maldestro e soprattutto fuorviante. La volontà popolare è intoccata poichè la maggioranza che sostiene questo Governo nulla a che preoccuparsi di questa sentenza, poichè non lede in nessun modo il diritto/dovere di governare il paese; al contrario questa Sentenza mette il Presidente de Consiglio nella scomoda posizione di valutare se è più opportuno dimettersi o continuare sebbene abbia procedimenti penali in corso.
La grande anomalia del Centro-destra sta proprio nel considerare l'Onorevole Berlusconi come primo motore immobile di tutto e di tutti; è evidente che il partito unico e granitico che il Presisdente Fini tanto ha criticato non può e non vuole esprimere un Presidente del Consiglio che non sia l'Onorevole Berlusconi dimostrando la sua pochezza e la sua inconsistenza senza il suo Lider Maximo.
Ovviamente l'opposizione tutto fa tranne che argomentarte l'attuale situazione politica in tal senso presa da logoranti guerre intestine e intrappolata nella strenua (e legittima per cairtà) difesa del Presidente Napolitano tirato in ballo in modo violento e inqualificabile con saggia e calcolata strategia.

dialettizzato da: poliblog | 13:45 | commenti graditi

La Sentenza della Corte Costituzionale sul cosiddetto Lodo Alfano, sarà utilizzata dai due scheiramenti di maggioranza ed opposizione come arma politica;  è evidentemente una Sentenza che ha conseguenze politiche, ma non quella di delegittimare la maggioranza parlamentare ed un suo Governo. Fosse capitata una cosa del genere in altri tempi, il Presidiente del Consiglio sarebbe filato dritto al Quirinale per dimettersi, menre la maggioranza parlamentare a stretto giro di posta avrebbe provveduto ad esprimere un nuovo Esecutivo con un nuovo Presidente del Consiglio. Oggi però questo non capita perchè il Presidente del Consiglio pensa di essere la maggioranza e quindi che non esistano altri Governi oltre che uno da lui presieduto. Questo grave equivoco è purtroppo ampiamente condiviso sia in Parlamento, sia nel Paese.
La Sentenza del Corte Costituzionale non sovverte nulla e non ha nulla in se del "colpo do Stato": La Maggioranza Parlamentare è legittimata a Governare il Paese come da mandato elettorale; purtroppo per questa Maggioranza Parlamentare il suo Leader ha dei sospesi con la Giustizia che devono essere risolti.
Quindi il mandato elettorale non è intaccato da questa Sentenza. Alla Maggioranza Parlamentare la decisione di continuare legittimamente il suo percorso nella Legislatura con questo Presidente o con un altro. Qualunque sia la decisione non vedo coem la Sentenza possa delegittimarla. Forse la questione diventa di opportunità. Ma sappiamo bene che questa è una qualità che purtroppo latita nella Maggioranza.

dialettizzato da: poliblog | 09:13 | commenti graditi

lunedì, 04 giugno 2007

Affaire Visco

 

Un’occasione persa.

 

La maggioranza di Governo ha perso un’occasione veramente importante per dimostrare di saper dare un taglio con la vecchia politica,e per dare un forte e chiaro segnale di trasparenza e integrità.

 

Il Vice-Ministro Visco, coinvolto in questa non chiara vicenda delle presunte pressioni sulla Guardia di Finanza, avrebbe dovuto convocare una conferenza stampa, spiegare la sua versione dei fatti e rassegnare le dimissioni o rimettere il mandato nelle mani del Presidente del Consiglio. Lui non lo ha fatto e nemmeno lo ha fatto il Presidente Prodi, chiedendo al suo Vice-Ministro un passo indietro e comunque dimettendolo, in attesa che la magistratura facesse il suo corso.

La magistratura avrebbe fatto il suo lavoro, avrebbe chiarito la posizione di Visco e se il suo operato fosse stato limpido e scevro da qualsivoglia reato o similaria, avrebbe magari ripreso il suo posto nel Governo.

 

Così però non è stato. Il Governo ha difeso a ranghi più o meno serrati Visco, attuando un classico della politica italiana: il compromessucolo; Visco rinuncia alla delega sulla Guardia di Finanzia e il Generale Speciale va alla Corte dei Conti, incarico a cui peraltro ha rinunciato.

Il Governo ha sbagliato ancora una volta una mossa di immagine prima che politica. Non è la prima volta. La Destra ha preso subito ad attaccare ancora una volta il fianco lasciato colpevolmente scoperto e indifeso alle (a pensarci bene anche giustificate) bordate dell’onorevole Berlusconi e dei suoi sodali.

Ora ci sarà il voto al Senato e il Governo potrebbe cadere sotto i colpi anche di qualche Senatore della maggioranza che mal ha digerito l’operato del Governo.

dialettizzato da: strade | 21:58 | commenti (2) graditi

sabato, 02 giugno 2007

2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA



W L'ITALIA REPUBBLICANA

dialettizzato da: strade | 15:09 | commenti graditi

venerdì, 25 maggio 2007

SOMMERSI DALL'IMMONDIZIA

La questione rifiuti del Napoletano è un'espressione eclatante di un problema vero ma che nessun ministro, nemmeno l'attuale fervente ambientalista, sembra aver potere o volere di risolvere.
Invece di cercare ossessinatamente un sito per la realizzazione di una discarica, si potrebbe partire a monte del problema ossia come ridurre la produzione degli stessi.
Un provvedimento contro gli imballaggi inutili e per la riduzione di scatole, bottiglie e similari sarebbe auspicabile.
In Piemonte si sta sperimentando la distribuzione die prodotti di pulizia per la casa attraverso spillatrici posizionate nei supermercati, mentre in un comune del hinterland Torinese nei negozi di alimentari si distribuiscono salumi formaggi e simili in confezioni portate dai clienti per eliminare la carta che avvolge tali alimenti. Perchè non estendere queste sperimentazioni e allo stesso tempo adottare strumenti legislativi che impongano in tempi ragionevoli il passaggio definitvo a queste forme di distribuzione. La produzione di rifiuti potrebbe avere una significativa riduzione e sarebbe un modo serio e costruttivo di fare protezione ambientali. Il rischio altrimenti e quello dei soliti provvedimenti tampone che solo apparentemente portano sollievo.

dialettizzato da: strade | 10:37 | commenti graditi

DIVIDE ET IMPERA

 

ovvero il Potere ha sempre la meglio se non si è uniti

 

Ancora una volta in l’Italia è attraversata da forti pulsioni fratricide. L’antica predisposizione italica alla formazione di opposte e agguerrite fazioni, sta ancora una volta prendendo piede dando al Potere la possibilità di agire incontrastato contro gli interessi veri del Popolo.

 

Il Potere è qualcosa di arcano e misterioso che non necessariamente si identifica col Governo -maggioranza politica in carica, o con potentati economici più o meno esistenti. Il Potere è qualcosa di più remoto e sopraffino; è qualcosa di immanente che aleggia nel fare politico – economico - culturale di una nazione condizionandone i destini al solo ed unico scopo di sopravvivere.

 

L’unità di intenti e di azione del Popolo è l’unica arma che il Potere teme. Ecco perché esso persegue nel suo agire diabolico (nel senso greco del termine ossia di divisione) affinché non vi sia unione.

 

La storia patria ne è piena di esempi ed oggi come novelli Guelfi e Ghibellini ci dividiamo i pro e contro qualsiasi cosa senza nemmeno provare a trovare soluzioni comuni e concordate. Abbiamo bisogno del segreto di un’urna referendaria per esprimere le nostre vere opinioni. E allora due manifestazioni sui diritti di Famiglia: due schieramenti che si temono e si guardano con diffidenza gli uni timorosi di perdere qualche cosa e assolutamente incapaci di condividere, gli altri arroccati sul posizioni anticlericali arcaiche quanto le sedicenti ombre vaticane che temono aleggino sulla politica italiana.

 

E’ ancora: l’incapacità di cercare una memoria condivisa sul terrorismo e sulle sue vittime; dopo sessanta anni non si ancora riusciti a realizzare una vera e propria pacificazione nazionale per chiudere definitivamente l’argomento Resistenza/Fascismo figuriamoci se ne siamo capaci su fatti così recenti e con gran parte di quelli che facevano le barricate oggi seduti sugli scranni parlamentari o a fare convegni e seminari.

 

Non c’è da meravigliarsi se le nostre università sono ancora oggi popolate di assurde fazioni: i Fasci e i Compagni; quelle divisioni che sono state la sconfitta del ’68; un movimento creativo e ricco di idee  e di innovazione sconfitto dal Potere che ha seminato il germe dell’odio facendolo ben ramificare e fruttificare: quei giovani che potevano essere l’embrione di una svolta veramente rivoluzionaria, con risultati sani questa volta e non come tutte le rivoluzioni della storia che hanno portato un seguito di sangue, restaurazioni o involuzioni autoritarie.

 

La storia passata non insegna nulla e nemmeno quella presente. Gli studenti sono ancora divisi oggi come il Potere li indusse a farlo allora.

 

La politica di conseguenza è divisa ma non sulle soluzioni bensì sui problemi.

 

Il Potere ancora una volta vince perché compie il suo atto di dividere.

dialettizzato da: strade | 10:23 | commenti graditi

mercoledì, 17 maggio 2006

Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica

dialettizzato da: robydistrade | 14:48 | commenti graditi